Tenkalaut, 2005

TENKALAUT.
Seven Dialogues between Giancarlo Norese and Cesare Pietroiusti

by G.N. and C.P.

Published by Istituto Svizzero di Roma, 2005
Printed in Italy on November 2005
Edition: 100 signed and numbered copies
48 pages
Size: 11.6×19.3 cm

On the occasion of the exhibition Paradossi dell’Amicizia: io & te (November 24th to December 22nd, 2005 at Viafarini, Milano) curated by Paolo Bianchi and Barbara Fässler, one hundred numbered copies of this book were printed and signed by the authors.

Seven dialogues about seven different themes have been made and then transcripted in seven fictional languages. The vocabularies were invented trying to find out the best sounds related to the chosen subject.

Chapters: On Getting Angry over the Arrogance of Power; On Sex and Desire; On Relational Art; On Food; On Music and Nostalgia; On the Future; On Language and the Writing of this Book.

The first six dialogues are the result of a transcription of a recording which took place on September 28th, 2005. The authors have attempted to maintain the confabulatory character of the dialogues, making as few changes as possible. The seventh dialogue was composed on November 1st, 2005 using Skype Chat.

tenkalaut

Questo libro si articola in sette capitoli: ciascun capitolo tratta di un argomento diverso e corrisponde alla fedele trascrizione (sbobinatura) di un dialogo parlato in una lingua inventata. Sette capitoli scritti in sette lingue differenti, da noi improvvisate in modo tale che avessero una sonorità il più possibile affine alle tematiche trattate: sull’arroganza del potere, sulla musica e la nostalgia, sul futuro, sul cibo e così via. Unica eccezione il settimo capitolo, frutto di uno scambio epistolare via email ed avente come tema una riflessione sulla scrittura del libro stesso.

Il fatto di ritrovarci seduti a parlare in lingue incomprensibili, e di riportare successivamente i dialoghi in un libro, contraddice apparentemente il senso stesso della comunicazione, che è utile per scambiarsi dei concetti, delle informazioni sui fatti, delle opinioni, che serve a non sentirsi soli o semplicemente a sopravvivere. Invece avviene una sorta di calibrazione del pensiero, dove ci si intende per davvero seppur usando delle parole inaudite; dove si instaura una speciale affettività della comunicazione. È una specie di prova di amicizia, un esperimento psicologico prima che letterario. (G.N.)